3 Motivi per Correre SENZA Musica

3 Motivi per Correre SENZA Musica

18 Gennaio 2019 0 di danstilo

E’ un classico. Si vuole andare a correre (per il fisico, per la mente, per accumulare vile danaro), e il primo gesto che si fa, ancora prima di infilarsi le scarpe è quello di cercare gli auricolari e trovare la migliore playlist su Spotify che ci possa accompagnare nel nostro trip di endorfine.

Bisogna ammetterlo. Non ha prezzo quando si trova quel brano giusto, quella playlist magica che si accoppia perfettamente al nostro stato d’animo, che tira fuori la parte migliore di noi e le nostre energie più profonde.

Devo dire, anche io quando ho iniziato a correre, usavo sempre la musica come accompagnamento, un po’ per caricarmi e un po’ per non sentire la noia. Perché diciamocelo, quando si va a correre da soli, si tratta di un’attività che non è esattamente stimolante dal punto di vista intellettuale.

Purtuttavia oramai sono mesi che non uso più la musica quando vado a correre. Zero, nemmeno un branetto piccolo piccolo.

La domanda ora è… Perché?

Motivo #1 – La musica è una sorta di dopante

E’ stato provato che l’ascolto di musica triggera il rilascio di un neurotrasmettitore chiamato dopamina, una sostanza autoprodotta che aumenta il piacere.

Questo è molto interessante, e ricordo ancora quando mi sono appassionato alla corsa, utilizzavo i miei brani preferiti, quelli più “pompati” proprio perché mi caricavo a tal punto che avvertivo di meno la fatica.

Tutto molto bello, ma dove risiede il problema qua? Semplicemente nel fatto che senza le cuffie, senza musica, era tutta un’altra cosa e non riuscivo a mantenere la velocità e i tempi di quando avevo gli auricolari.

Le prestazioni cambiavano e questo è importante, perché nella maggior parte delle gare di corsa, l’utilizzo delle cuffie non è consentito.

Motivo #2 – Senza musica ci si annoia

Questo potrebbe suonare come un qualcosa di negativo. Se è così significa che non avete ascoltato il mio podcast su quanto in realtà la noia ci faccia bene.

Attivando il default mode network del mio cervello, oltre ad essere in grado di staccare veramente, diminuendo a dismisura il numero di stimoli che ricevo, sono anche in grado di aumentare la mia creatività (più informazioni nell’episodio del podcast).

Motivo #3 – La vera fatica ci fa crescere mentalmente

Questo è il motivo che reputo più importante, e vi dovete aspettare una puntata di Insighted che ne parli, perché mi sta molto a cuore.

Come avevo già detto in una puntata di Mai Dire Mind, io ho iniziato a correre più che altro per ricavarne benefici mentali. Ora per me correre ha una valenza più che altro spirituale.

Con la corsa infatti riesco a mettermi in contatto con me stesso e a conoscermi meglio. Io adoro gli sport di endurance come la corsa appunto perché quando arriva il chilometro decisivo in cui si vuole mollare, si vede veramente il carattere di una persona, se si arrende oppure se continua a perseverare, nonostante la situazione non proprio piacevole.

Ed è così anche per me. Arrivare in quel momento in cui voglio lasciare e andare a casa per me è ambrosia, perché proprio in quegli istanti devo trovare la forza mentale e spirituale di dire “no, ancora non ho finito!”.

E, nel momento in cui riesco a completare il mio allenamento, per quanto duro, posso arrivare a casa soddisfatto, consapevole di essermi rafforzato anche dal punto di vista interiore. E questo con la musica non lo potrei fare.

Concludendo

Questi erano i miei tre motivi per lasciare la musica a casa quando si corre, specialmente quando si corre da soli. A qualcuno potranno sembrare insensati o a tratti brutali ma, se si vuole raggiungere un nuovo livello, bisogna anche fare qualche sacrificio.

Un sacrificio che viene visto come tale solo all’inizio, uno perché poi diviene la nuova norma, e due perché i benefici che se ne traggono a lungo termine non sono davvero niente male.

Più corri, più percepisci il tuo corpo. Più pesa, più la tua mente si fa leggera. È la magia della corsa.

Runlovers, Twitter

Sinceramente Vostro,

Dan.